Un brand beauty o food che cambia formato, aggiunge una linea o propone un contenitore nuovo a un buyer ha sempre avuto due strade: il prototipo fisico, che costa e arriva tardi, o il render 3D, che costa e chiede un modellatore. Il mockup generato prende una terza strada: la foto del prodotto attuale, il contenitore vuoto, e l'etichetta trasferita dall'uno all'altro.
Cosa serve in ingresso
- Il prodotto di riferimento, con l'etichetta da riprendere: e l'unica cosa che il modello prende da quella foto.
- I contenitori, fino a quattro: forma, materiale e proporzioni restano esattamente quelli.
- Opzionali: il tappo o la pompa da montare, e un'etichetta aggiuntiva per il retro.

Il punto delicato: i testi
Un'etichetta e fatta di parole: nome, claim, millilitri, INCI. I modelli rapidi le reinventano, e un mockup con il nome del prodotto sbagliato e inutile. Per questo il packaging passa sempre dal modello Pro a 2K, con un prompt che chiede gli stessi testi, leggibili, senza aggiungere o togliere parole. Il risultato va comunque controllato, e quando una riga non torna si rigenera il singolo mockup.
Costi a confronto
| Strada | Costo per un contenitore nuovo | Tempo |
|---|---|---|
| Prototipo fisico + shooting | €300 – 1.500 | 2-4 settimane |
| Render 3D professionale | €150 – 600 a vista | 3-10 giorni |
| Mockup generato | 2 crediti (da €0,62) | 1-2 minuti |
Quando serve ancora il 3D
Quando il file deve andare in produzione: fustelle, misure, tolleranze. Il mockup generato serve prima, per decidere: la presentazione al buyer, il test sui social, il confronto fra tre forme di flacone in una mattina. Decisa la forma, il 3D fa il resto.
Come si fa in ON-SET: un mockup in tre passi
Il pannello Packaging della dashboard.